25. Carta di Napoli sulle proposte per affrontare le migrazioni nel Mare Mediterraneo del 20 giugno 2015

MARSAFENET – il Network di esperti sugli aspetti giuridici della sicurezza in mare – e JMCE Migranti – il Centro di Eccellenza Jean Monnet sui diritti dei migranti nel Mediterraneo – entrambi aventi l’obiettivo di migliorare lo scambio di informazioni e di buone pratiche sulle migrazioni nel Mediterraneo tra tutte le parti interessate e di promuovere altresì l’elaborazione e l’adozione di idonee e concrete soluzioni,

Considerando il dibattito svoltosi nel corso dello Stakeholder Workshop dal titolo From Mare Nostrum to Triton and the Way Forward to Deal with Migration in the Mediterranean Sea, che ha avuto luogo lo scorso 15 maggio 2015 presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, in Italia, (d’ora in avanti “lo Stakeholder Workshop”),

Esprimendo il proprio apprezzamento per l’intervento durante lo Stakeholder Workshop dei rappresentati dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM); dell’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati – Agenzia ONU per i Rifugiati (UNHCHR); dell’Agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione Europea (FRONTEX); del Defence College della NATO; dell’Associazione italiana di studi giuridici (ASGI); del Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR); della Cooperativa sociale Dedalus; dell’Associazione Lotta all’Esclusione Sociale per lo Sviluppo del Mezzogiorno d’Italia (LESS), del Migrant Offshore Aid Station (MOAS); dell’Unione Forense per la Tutela dei Diritti Umani (UFTDU), ed esprimendo soddisfazione per gli sforzi compiuti da tali enti per affrontare il fenomeno delle migrazioni nel Mediterraneo,

Esprimendo il proprio apprezzamento per l’intervento, nel corso dello Stakeholder Workshop, dei rappresentanti della Guardia Costiera italiana e della Marina Militare Italiana, e prendendo atto dei dati illustrati riguardo alle operazioni di ricerca e soccorso dei migranti in mare,

Ringraziando il Presidente di Augusta Offshore Spa per l’intervento nel corso dello Stakeholder Workshop e sottolineando l’importante ruolo svolto dalle compagnie di navigazione, che spesso si trovano ad assistere in mare le persone in pericolo,

Ringraziando, per il loro contributo, gli esperti e gli studiosi della materia intervenuti durante lo Stakeholder

Workshop,

Avendo preso in considerazione il quadro giuridico internazionale (convenzioni, risoluzioni e principi guida) applicabile al fenomeno in esame, i recenti risultati emersi dalle conclusioni del Consiglio europeo del 23 aprile 2015 e dalla risoluzione del Parlamento Europeo del 29 aprile 2015, nonché le ultime proposte per l’Agenda Europea sulle Migrazioni presentate dalla Commissione europea il 15 maggio 2015,

Esprimendo profonda preoccupazione per il crescente numero di migranti deceduti o scomparsi nel tentativo di attraversare il Mediterraneo mentre cercavano di raggiungere un luogo sicuro in Europa,

Prendendo atto dei risultati derivanti dallo “Stakeholder Questionnaires – Migration at Sea: A comprehensive Approach” che ha raccolto e analizzato i dati e le informazioni forniti da diverse categorie di stakeholder relativamente al controllo delle frontiere e alla sorveglianza marittima, da un lato, e alla protezione delle vite dei migranti in mare, dall’altro lato, e tenendo conto in modo specifico dei seguenti risultati:

(a) Il quadro normativo internazionale in materia è inadeguato poiché è stato adottato con lo scopo di disciplinare situazioni di pericolo diverse dal fenomeno attuale di massicci flussi migratori nel Mediterraneo. È necessario dunque uno sforzo finalizzato al rispetto in buona fede non solo degli obblighi che discendono dalle norme di Diritto del mare, ma anche di quelli che derivano dalle norme poste a protezione dei rifugiati e da quelle poste a salvaguardia dei diritti dell’uomo,

(b) Il quadro normativo nazionale è nella maggior parte dei casi poco chiaro e ambiguo; inoltre diverse disposizioni interne rischiano di criminalizzare l’assistenza umanitaria fornita ai migranti in difficoltà,

(c) È necessario che siano riveduti i criteri utilizzati per valutare le nozioni di “luogo sicuro” e di “pericolo” in modo da renderle conformi con gli standard derivanti dal dalle norme sui rifugiati e sui diritti dell’uomo ed evitare, quindi, il fenomeno dei respingimenti in mare e altre serie violazioni di tali norme,

(d) Sebbene la società civile svolga un ruolo fondamentale e particolarmente apprezzabile, il suo intervento deve essere previsto per far fronte solo a situazioni temporanee ed emergenziali, e non come soluzione permanente al problema. Agli Stati è richiesto di investire le risorse necessarie per predisporre servizi di ricerca e soccorso efficaci e sufficienti, e ciò in linea con quanto sancito dagli obblighi internazionali in materia.

Tutto ciò premesso, proponiamo alle istituzioni attive sia a livello nazionale sia a livello internazionale di:

1. Considerare la dimensione attuale del fenomeno migratorio nel Mare Mediterraneo come un fenomeno globale che, come tale, richiede un approccio comprensivo e sforzi condivisi tra gli Stati.

2. Rivalutare le operazioni di controllo delle frontiere alla luce dell’imponente fenomeno di migrazioni irregolari nel Mediterraneo. In particolare:

– L’Unione Europea dovrebbe predisporre nel Mediterraneo un’operazione di ricerca e salvataggio credibile ed efficace, sul modello di Mare Nostrum,

– Frontex dovrebbe svolgere in modo effettivo il suo duplice ruolo di coordinamento del sostegno operativo alle frontiere agli Stati membri che si trovano sotto la pressione dei flussi migratori e di ausilio nella protezione della vita dei migranti in mare;

3. Contrastare in modo più efficace il contrabbando e il traffico di migranti attraverso:

– Un’efficace cooperazione regionale ed internazionale tra gli Stati e attraverso misure effettive per prevenire il traffico di migranti nei Paesi di origine ed in quelli di transito;

– Una maggiore cooperazione tra gli Stati al fine di armonizzare le procedure giudiziarie contro i trafficanti;

– Una maggiore cooperazione finalizzata a favorire la più ampia ed efficace applicazione possibile delle norme internazionali sul di traffico di migranti.

4. Incoraggiare l’adozione di norme internazionali che fissino chiari criteri per determinare il concetto di “luogo sicuro” presso cui sbarcare i migranti, e ciò al fine di garantire l’effettiva tutela dei diritti umani, il rispetto del principio di non-refoulement, e una distribuzione più equa degli sforzi degli Stati membri di ospitare i sopravvissuti e soddisfarne diritti e bisogni;

5. Migliorare ed allargare i canali di accesso legale all’Europa, attraverso una revisione del Sistema di Dublino, nel pieno rispetto del diritto d’asilo, così come sancito nell’articolo 18 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, al fine di garantire il diritto dei rifugiati alla libertà di circolazione in Europa e quello al ricongiungimento familiare, favorendo, nel contempo, la creazione di canali alternativi di accesso sicuro e regolare tramite visti umanitari, semplificazione degli spostamenti e dei ricongiungimenti familiari, allargamento dei programmi di lavoro, di ricerca e di studio;

6. Sostenere le compagnie di navigazione nei loro sforzi per salvare vite umane, attraverso chiare e sicure procedure di sbarco e il rapido coordinamento delle operazioni di soccorso, in modo da ridurre al minimo i danni economici e le perdite finanziarie cui esse possano andare incontro per ottemperare all’obbligo di salvare i migranti in mare.

Napoli, 20 giugno 2015